Dal cabinato arcade a Roblox: il tempo libero di un papà classe ’83
INDICE
Premessa
Cari lettori, oggi inauguro una nuova categoria di questo blog: ”Tempo libero”. E quale modo migliore per iniziare se non con un tuffo nel passato, per poi riemergere nel presente e capire come giochiamo, socializziamo e viviamo i nostri momenti di svago oggi.
Io sono un classe ’83. Quando ero ragazzo, il mondo dei videogiochi esisteva, ma era un lusso per pochi. Le console (commodore, nintendo, ecc…) costicchiavano parecchio e non erano in tutte le case. Il nostro regno, il nostro punto di ritrovo, erano le sale giochi. Con qualche soldino in tasca, racimolato chissà come, ci si fiondava lì. Un gettone per una partita a un cabinato arcade, una sfida a carambola, un match a ping pong.
C’era una socialità diretta, fisica. Ci si guardava in faccia, si esultava insieme, ci si prendeva in giro. Però aspettate un attimo, le sale giochi non godevano sempre di ottima fama; venivano spesso additate come un “covo di nullafacenti” o ”delinquenti”, ma la verità è che la stragrande maggioranza di noi era lì per un motivo semplice: divertirsi insieme. I nostri genitori non avevano guadagni illustri e quello era il nostro modo per stare in compagnia, che spesso sfociava in una puccia o in una partita a pallone al campetto o in strada. Cose sane, che oggi, forse, si vedono un po’ meno.
Questo perchè, l’avvento dei social e la comodità di avere tutto a portata di click hanno spinto i ragazzi a chiudersi di più in casa. Complice, a volte, anche un po’ di stanchezza dei genitori che, travolti dalla frenesia di un “cara vita” che non perdona, faticano a trovare le energie. O lavori, o non ce la fai.
Amici veri e mondi virtuali
Ehy, chiariamo, non voglio demonizzare il presente. Anche l’online ha i suoi lati positivi. Permette di restare in contatto con gli amici, soprattutto quelli più cari (e a volte lontani), quelli d’infanzia. E lasciate che ve lo dica: secondo me, i veri amici si trovano fino ai 29-30 anni. In quel periodo in cui esci, fai esperienze, combini anche qualche “cazzata” in sana incoscienza, condividi gioie e dolori reali. Quelle persone te le porti dentro per tutta la vita. Dopo, è più facile trovare conoscenti che amici veri. Quindi, se avete amici di quel periodo, teneteveli stretti. Fidatevi.
La scoperta di Roblox
Fatta questa doverosa premessa, oggi voglio parlarvi di un giochino che ho scoperto grazie a mia figlia e alle mie nipotine. Un’applicazione gratuita e alla portata di tutti che si chiama Roblox.
Cos’è Roblox? Magari molti di voi lo conoscono già, ma per chi non sapesse di cosa parlo, Roblox non è un singolo gioco, ma un’immensa piattaforma che ospita milioni di “esperienze” o mini-giochi creati dagli utenti stessi. Il suo punto di forza è che non richiede un computer, un tablet o un telefono potentissimo. Gira abbastanza bene anche su dispositivi non di ultima generazione, rendendolo incredibilmente accessibile.
Il minigioco
Tra i tanti mondi di Roblox, ce n’è uno che ha catturato l’attenzione dei ragazzi e ragazzini: “99 notti nella foresta” (il nome potrebbe variare leggermente, ma il concetto è quello). Si tratta di un gioco di sopravvivenza collaborativo.
Come funziona? In una lobby (stanza virtuale) possono entrare fino a 5 giocatori, con l’obiettivo di sopravvivere per il maggior numero di notti possibile in una foresta tanto semplice nella grafica quanto divertente. Per farlo, bisogna collaborare. Bisogna “loottare” (dall’inglese to loot, ovvero raccogliere risorse e oggetti utili) per poi creare attrezzi, recinzioni per difendersi, bende per curarsi, armi per difendersi, cacciare piccoli animaletti per cuocerli e nutrirsi e molto altro.
La foresta è popolata da creature un po’ dispettose come lupi, scorpioncini, rane e persino da un “mob” (il classico boss dei videogiochi) che cercherà, quando sopraggiunge la notte, di mettervi i bastoni tra le ruote, ma sempre in uno stile molto cartoonesco e adatto anche ai più piccoli.
Il bello è che ogni giocatore può scegliere una classe con abilità uniche:
- Boscaiolo: per raccogliere più legna per tenere acceso il falò e costruire oggetti (una sorta di base da campo da difendere).
- Cecchino: per difendere il gruppo a distanza.
- Difensore: specializzato nella costruzione di barriere.
- Medico: per curare i compagni.
- Cuoco/Agricoltore: per procurare cibo.
- e molti altri personaggi, sempre con abilità diverse.
Giocando, si raccolgono, seppur sporadicamente, dei “diamantini” che permettono di potenziare la propria classe, sbloccando nuove virtù. È subito chiaro che il gioco di squadra è fondamentale: un team ben bilanciato ha molte più possibilità di sopravvivere a lungo.
Consiglio ai genitori
Il gioco è bello, ma come per ogni esperienza online, ci vuole un po’ di attenzione. Ecco qualche consiglio da papà a genitore:
- Età Consigliata: Secondo me, è un gioco adatto a bambini dagli 8-9 anni in su, e sempre con la supervisione di un adulto.
- Configurazione account: Quando create l’account per vostro figlio (su Google Play Store, App Store, ecc.), usate la sua data di nascita reale. Questo è fondamentale perché attiva le protezioni per i minori.
- Parental control (Family Link): Questo sistema, come ad esempio Google Family Link, permette al genitore di “agganciare” l’account del figlio al proprio. In questo modo potrete impostare limiti di spesa (per evitare acquisti accidentali nelle microtransazioni), approvare le app, controllare il tempo di gioco e molto altro. È una garanzia di sicurezza indispensabile.
- Chat di gioco: Il gioco ha una chat solo testuale, non vocale. Nelle impostazioni di Roblox è possibile limitarla o disattivarla. Un’ottima alternativa, che usano anche mia figlia e le sue cugine, è creare un gruppo vocale su Whatsapp mentre giocano. In questo modo parlano solo tra di loro e si coordinano a voce, divertendosi ancora di più.
Conclusione
E sapete una cosa? A forza di sentirmi dire “Dai, gioca con noi!”, alla fine ho ceduto. La sera, quando torno da lavoro e ho un po’ di tempo, mi faccio qualche partita con mia figlia e i miei nipoti. E devo dire che è davvero caruccio. È un modo diverso, moderno, per passare del tempo insieme, per collaborare a un obiettivo comune e, alla fine, per fare esattamente quello che facevo io alla loro età: divertirsi in compagnia, e perchè no, ritornare per qualche ora bambini, che non guasta mai!