Lavoro: informazione e tutela da periodi di prova, mobbing, dimissioni e molto altro.

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Premessa

Il mondo del lavoro è uno degli ambiti più complessi dei rapporti umani. La sua “normalità”, purtroppo, è molto spesso compromessa da una serie di comportamenti che rendono tesi o, a volte, insopportabili i rapporti.

Nella logica di questo articolo, naturalmente, non può pensarsi di trovare un’analisi specifica di tutti i casi che possono verificarsi; si tratta di un “prontuario” di veloce ed agevole consultazione, al solo fine di offrire al lettore l’opportunità di comprendere subito se il proprio “caso” può essere oggetto di una valutazione professionale più approfondita.

Esaminiamo quindi in ordine alfabetico i casi di più frequente contrasto tra Lavoratore e Datore di Lavoro.

Assunzione

Sfatiamo subito un mito: l’assunzione verbale per un periodo di prova non esiste.

La prova è prevista da qualunque Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (vedi sotto) ed è naturale che esista. Ciò che non è per niente naturale è che il datore di lavoro ti dica “inizia a lavorare, se vai bene ti assumo”. Occhio: prima c’è l’assunzione; dopo, solo dopo, inizia la prova.

CCNL

Il contratto collettivo nazionale di lavoro (abbreviato CCNL), è l’accordo tra le cosiddette Parti Sociali (Sindacati e Rappresentanze dei datori di lavoro) che disciplina ogni rapporto di lavoro. Ogni attività lavorativa fa riferimento, sia quanto alle mansioni che quanto alle retribuzioni, ad un CCNL. Naturalmente, la sua interpretazione non è cosa semplice ma è bene conoscerlo e consultarlo all’occorrenza.

Dimissioni

Nulla è eterno. Anche il lavoratore può stufarsi di un impiego o trovarne uno migliore. In questi casi, deve rassegnare le dimissioni. Tranne casi specifici, le dimissioni vanno comunicate per iscritto al Datore di Lavoro e comprendono un periodo di preavviso, quasi sempre indispensabile. Attenzione, però, dare le dimissioni è spesso incompatibile con la successiva fruizione di Indennità di Disoccupazione; quindi se intendi troncare un rapporto di lavoro informati bene prima di procedere, per essere certo di farlo nel modo corretto.

Ferie

E’ uno di quei diritti insopprimibili che, unitamente al riposo settimanale, non possono e non devono mancare. Entro certi limiti, si tratta di diritti che possono essere compensati da erogazioni economiche ma, naturalmente, non può accadere oltre una certa misura.

Invalidità

Il lavoratore disabile, se dalla Commissione gli viene riconosciuta una percentuale di invalidità pari almeno del 46%, ha diritto all’iscrizione nelle Liste del Collocamento Obbligatorio. Sono molto importanti perchè garantiscono una serie di agevolazioni che possono realmente rendere meno complessa la vita. In ogni caso, il lavoratore disabile ha diritto di essere addetto a mansioni compatibili con le patologie di cui è affetto. Però attenzione: se le mansioni necessarie allo svolgimento dell’attività lavorativa fossero realmente incompatibili con le tue condizioni sanitarie e non fossero sostituibili con altre, potrebbe essere a rischio il posto di lavoro.

Lavoro nero

E’ assolutamente illegale e proibito. Punto.

Non ci sono eccezioni e costituisce una delle peggiori forme di sfruttamento del lavoro.

Naturalmente, la vita è difficile e spesso il lavoratore si convince che sia l’unico modo per accedere al mercato del lavoro. E’ impossibile schematizzare questi aspetti: sono troppo variabili. Per questo motivo è opportuno che il lavoratore sommerso consulti un esperto del ramo, che lo aiuti a porre fine a questa sgradevole ed illegittima condizione.

Licenziamento

Sul licenziamento si è detto tutto ed il contrario di tutto. In ogni caso, anche quando è possibile senza potervisi opporre, va effettuato secondo ben precise forme e modalità. Per esempio, il licenziamento verbale è nullo e dà luogo ad una serie di conseguenze. Anche il licenziamento comunicato in forma scritta, però, deve avere alcuni ben precisi requisiti, in difetto dei quali è da considerarsi illegittimo e prevede conseguenze che vanno dal risarcimento del danno alla reintegrazione sul posto di lavoro, a seconda dei casi.

Mansioni

Il lavoratore ha diritto di svolgere le mansioni per le quali è assunto e che corrispondono al suo profilo professionale. In alcuni casi la variazione delle mansioni è lecita ed è anche possibile, in determinati casi, un demansionamento. Tuttavia tale demansionamento non potrà comportare una riduzione del trattamento retributivo. E’ anche possibile – e nella pratica è più che frequente – che il lavoratore svolga mansioni proprie di un profilo professionale più alto e, in questo caso, avrà diritto alla retribuzione corrispondente.

Mobbing

E’ un argomento di estrema delicatezza e gravità. Consiste in tutte quelle pratiche – tra cui anche, a volte, il demansionamento di cui ho scritto sopra – messe in pratica a danno del lavoratore e tali da umiliarlo, emarginarlo, discriminarlo ed esporlo a mortificazioni. E’ ovviamente vietato e comporta conseguenze molto gravi a carico di chi lo pone in essere, sia esso il datore di lavoro come anche qualche collega. E’ molto difficile dimostrarlo perchè, nella maggior parte dei casi, è costituito da comportamenti subdoli, occulti, difficili da smascherare. In ogni caso occorre dedicare molta attenzione a tutte le vicende che possano costituirne espressione e combatterle con gli strumenti che la Legge ci mette a disposizione.

Retribuzione

E’ commisurata alla qualità e quantità del lavoro svolto, non può essere inferiore a certi limiti e va corrisposta al lavoratore senza alcun ritardo né riduzione, sempre illegittima. Vale qui quanto scritto a proposito del lavoro nero: siamo tutti consapevoli di quanto difficile sia conservare un posto di lavoro e quanto, su questo, a volte alcuni Datori di Lavoro senza scrupoli facciano affidamento per assoggettare il dipendente a trattamenti o retribuzioni inferiori al dovuto. Anche qui, però, suggerisco sempre di consultare un avvocato esperto della materia per valutare professionalmente le strategie più opportune da seguire e, soprattutto, il momento in cui attuarle.

Straordinario

Il lavoro straordinario è un altro aspetto nevralgico dei rapporti di lavoro.

Può essere di vario genere, anche festivo o notturno e comporta sempre un incremento a volte considerevole della retribuzione. Naturalmente non può esorbitare alcuni limiti: tanto per fare un esempio, non sarebbe possibile far lavorare continuativamente per 24 ore un dipendente. Di regola, il lavoro straordinario non può eccedere le 8 ore settimanali, anche se il contratto può fissare un monte ore superiore, purchè compensato da adeguati riposi. Il ricorso al lavoro straordinario non può comunque superare le 250 ore annue, salvo aumento stabilito dalla contrattazione collettiva.

Conclusioni

Questo breve prontuario vuole contenere solo qualche “pillola di Diritto del Lavoro”.

Certamente non esamina compiutamente la materia né, per gli aspetti che tratta, intende proporsi come esaustivo di ciascun argomento.

E’ comunque destinato ad essere implementato anche sulla base di richieste ed indicazioni che dovessero provenire dai lettori.

Quindi, lavoriamoci insieme.

In definitiva, però, quello che mi preme chiarire è che il Diritto è una materia complessa.

Una trattazione più approfondita dei temi qui solo accennati esorbiterebbe dalla finalità di questo scritto, che è solo quella di offrire uno spunto. Oltre tutto, l’evoluzione Legislativa e Giurisprudenziale è continua e, quindi, non si potrà mai dire di aver scritto “l’ultima parola”.

Quindi ricorda sempre: è bene avere una certa conoscenza delle cose che ci riguardano; ma esiste un Professionista per tutto. Rivolgiamoci a lui con fiducia.

🆘𝐂𝐎𝐍𝐃𝐈𝐕𝐈𝐃𝐈𝐋𝐎 𝐒𝐔⤵️
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