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Premessa

Chiariamo subito che, non sono uno psicologo o psichiatra. Quando affronto tematiche sensibili, lo faccio sempre sulla base della mia esperienza personale e non in qualità di esperto o per sentito dire. Pertanto, considerate i miei suggerimenti solo come consigli basati sulla mia prospettiva di vita individuale. Dopo questa dovuta premessa, partiamo.

I Social

Nell’era digitale, i social network sono diventati il palcoscenico di un nuovo tipo di interazione umana. Uno spazio che, se da un lato offre opportunità di connessione e condivisione, dall’altro si trasforma spesso in un ring dove l’aggressività passiva trova terreno fertile. Ma cosa si cela dietro questi comportamenti e come possiamo gestirli? Eh, bella domanda, vero?

La Maschera

Online, l’anonimato o la distanza fisica possono dare a questi soggetti una sensazione di sicurezza nell’esprimere sentimenti negativi o aggressività che di persona non manifesterebbero. Questa sicurezza illusoria, però, può trasformare i social network in una giungla dove l’educazione e il rispetto sembrano concetti obsoleti.

Il fenomeno

Chi sono i passivi-aggressivi sui social network? Sono individui che, invece di esprimere apertamente il loro dissenso o la loro insoddisfazione, scelgono di farlo in modo indiretto. Commenti scritti o verbali velenosi mascherati da battute, condivisioni che nascondono punzecchiature, e complimenti che suonano come insulti sono solo alcune delle armi usate in questo sottile gioco di potere.

La radice

Spesso, questa aggressività passiva nasce da sentimenti di invidia, insicurezza o rabbia repressa. Proprio recentemente ho avuto l’amaro piacere di incrociare il cammino virtuale con uno di questi personaggi. Gli scambi con quest’individuo sono stati un chiaro esempio di come l’invidia e la rabbia repressa possano essere accompagnate da una disarmante ignoranza, non solo comportamentale ma anche linguistica. Tale esperienza mi ha fatto riflettere su quanto sia preferibile confrontarsi con gli “aggressivi attivi”, coloro che pur nella loro ostilità sono diretti e non si nascondono dietro a doppie facciate. Questi ultimi possono essere problematici, ma almeno sono onesti nella loro aggressività. Si presentano per quello che sono, spesso con una chiarezza disarmante che ti permette di capire immediatamente con chi hai a che fare e di conseguenza scegliere se interagire o meno con loro.

NOTA: Ah, e per la cronaca: invocare esperienze traumatiche passate per giustificare comportamenti passivi-aggressivi è inaccettabile; chi ha sofferto dovrebbe mostrare più empatia, non meno. Dopo un’esperienza negativa, si dovrebbe uscire migliori, non peggiori.

Come gestirli?

Come possiamo allora gestire questi comportamenti tossici? In linea generale e in base alle mie esperienze, posso assicurarvi che il primo passo è riconoscerli per quello che sono: espressioni di debolezza e assenza di carattere, non di forza e Acume. Mantenere la calma e rispondere con educazione è spesso la strategia migliore; in alcuni casi, è più saggio non rispondere affatto. Bloccateli. State tranquilli però: succede anche a me, nonostante sia una persona abbastanza tranquilla e rispettosa. Non ho mai avuto l’aureola di santità, quindi dopo una giornata di lavoro o problemi, è facile che mi sfugga un bel “Vaff*ncul*” o un “mi hai frantumato il ca..o”. Ma Ragazzi, vi prego, cercate di resistere alla tentazione di rispondere, perché una volta che si inizia a discutere, anche se con buone ragioni, si finisce per avere torto e ci si immerge in un loop infinito di discussioni senza senso. È sempre meglio evitare! Ricordatevi che da vittima a carnefice il passo è breve! Quindi, tenete a mente questa semplice regola: non lasciatevi trascinare in discussioni che non portano da nessuna parte. Siate saggi e lasciate che le parole si sciolgano nel vento. Non lasciate che l’orgoglio vi spinga a rispondere, perché alla fine il risultato sarà solo una perdita di tempo e di energia. Concentratevi sulle cose importanti e non lasciatevi coinvolgere in discussioni inutili. La vita è troppo breve per sprecarla in polemiche senza senso. Quindi, resistete alla tentazione di rispondere e godetevi la pace e la serenità che ne derivano.

Epilogo

Personalmente, trovo più stimolante e onesto un confronto diretto, anche se duro, piuttosto che il balletto ipocrita dei passivi aggressivi. Un dibattito aperto, anche se acceso, è sempre preferibile a una guerra fredda di sottintesi e frecciatine. Questo non significa alimentare la negatività ma riconoscere che un confronto leale e sincero è la base per ogni relazione umana, sia essa nel mondo reale o in quello virtuale. La vita online può essere complicata e a volte dolorosa, ma è importante ricordare che dietro ogni schermo c’è una persona reale con le proprie insicurezze e fragilità. Non permettiamo che l’aggressività passiva deturpi l’esperienza sociale che i social network possono offrire. E quando ci si imbatte in comportamenti tossici, ricordiamo che la nostra risposta può fare la differenza tra alimentare un circolo vizioso o promuovere un ambiente online più sano e rispettoso.

Approfondimenti

Se siete d’accordo e volete raccontare la vostra esperienza personale, oppure, siete un professionista ”della salute mentale” competente che vuole approfondire l’argomento, i nostri studi sono sempre aperti! Scrivimi qui nella info chat…

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