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Premessa

Come di consueto, quando i miei assistiti mi pongono domande particolari, una volta risposto, provvedo subito a scriverlo nel blog, così da poter essere d’aiuto anche alla restante parte dei cittadini. Nello specifico, mi scrivono:

Siamo due gruppi di parenti e viviamo insieme nello stesso tetto, è possibile ”dividere” la residenza per alleggerire il valore ISEE?

molti cittadini via whatsapp

Allora, chiariamo subito: se siete parenti e vivete nella stessa casa, la legge vi considera un unico nucleo familiare ai fini della dichiarazione. Eccovi le informazioni e spiegazione.

Regole ISEE

Se siete parenti fino al quarto grado (come cugini o zii), l’ISEE vi conta come una famiglia sola. Questo significa che tutti i redditi e i patrimoni si sommano insieme.

Contratto Affitto tra Parenti? Fare un contratto di affitto tra di voi per dire che siete affittuari e locatori non funziona. La legge lo vede come un modo per cercare di aggirare le regole dell’ISEE.

Convivenza: Vivendo insieme, si presume che condividiate le spese e supportiate l’un l’altro, quindi non si può fingere di essere separati solo sulla carta.

Ricapitolando, se due famiglie parenti vivono insieme, devono accettare che per l’ISEE saranno viste come un’unica famiglia. Questo può aumentare il loro ISEE, ma, è il modo corretto di procedere secondo le normative italiane per non incorrere in problemi legali e fiscali.

Nessuna parentela?

Se due famiglie non imparentate condividono la stessa abitazione, è possibile distinguere i due nuclei familiari per il calcolo dell’ISEE. Ecco come possono procedere, spiegato in modo semplice e con esempi pratici:

Stabilire Accordi Formali

Contratto di Locazione: Una famiglia (Famiglia A) può formalmente affittare una parte della casa all’altra famiglia (Famiglia B) attraverso un contratto di locazione. Questo documento deve essere registrato e deve specificare l’importo dell’affitto e la porzione di casa che Famiglia B occupa.

Esempio Pratico: La Famiglia A possiede una casa con due appartamenti separati. Affittano formalmente uno di questi appartamenti alla Famiglia B e registrano il contratto all’Agenzia delle Entrate.

Separare le Spese Domestiche

Bollette e Spese: Le due famiglie devono dividere le bollette (luce, gas, acqua) e altre spese domestiche in base all’uso effettivo o in base a quanto stabilito nel contratto di locazione.

Esempio Pratico: La Famiglia A paga le bollette per l’appartamento che occupa, e la Famiglia B fa lo stesso per il suo. Se condividono spazi comuni come il giardino o la lavanderia, decidono una quota fissa o una percentuale da pagare.

DSU separate

Compilare la DSU separatamente: ciascuna famiglia compila la propria Dichiarazione Sostitutiva Unica, indicando i propri redditi, patrimoni e le spese sostenute per l’affitto o le bollette.

Esempio pratico: quando compilano la DSU, la Famiglia A dichiara il reddito da locazione ricevuto dalla Famiglia B, mentre la Famiglia B dichiara l’affitto pagato come spesa.

Comunicazione con gli Enti

Informare gli enti competenti: è importante comunicare agli enti che gestiscono servizi e agevolazioni (come asili nido, università, etc.) la situazione abitativa e fornire copia del contratto di locazione se richiesto.

Esempio pratico: se un figlio della Famiglia B si iscrive all’università e chiede una borsa di studio, dovranno fornire il contratto di affitto come prova della loro situazione abitativa separata.

Seguendo questi passaggi, due famiglie non imparentate possono vivere sotto lo stesso tetto mantenendo i loro stati di famiglia distinti per il calcolo dell’ISEE.

Divorziati

Se due persone divorziate continuano a vivere nella stessa abitazione, possono ancora essere considerate come due nuclei familiari separati per quanto riguarda l’ISEE e altre questioni burocratiche, a patto che rispettino certe condizioni e formalità. Ecco come possono procedere:

  1. Stabilire residenze separate: anche se vivono sotto lo stesso tetto, ogni persona deve avere una zona della casa che può dimostrare di occupare esclusivamente. Non è necessario che sia un appartamento completamente separato, ma dovrebbe essere una parte dell’abitazione chiaramente definita e utilizzata solo da una delle due persone.
  2. Dividere le utenze: se possibile, è meglio dividere le utenze (acqua, gas, elettricità) in modo che ogni nucleo familiare paghi separatamente le proprie. Se ciò non è fattibile, si può stabilire un accordo scritto su come si divideranno le spese.
  3. Aggiornare lo stato di famiglia: ciascun ex coniuge deve andare all’anagrafe del proprio comune di residenza per aggiornare lo stato di famiglia, riflettendo la nuova situazione abitativa e familiare.
  4. Dichiarazioni separate: quando si compila la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) per l’ISEE, ciascuno deve presentare la propria dichiarazione, includendo solo i propri redditi e patrimoni.

Esempio pratico: dopo il divorzio, Marco e Luisa decidono di continuare a vivere nella stessa casa. Marco utilizza il piano superiore come sua residenza principale, mentre Luisa usa il piano terra. Ognuno ha il proprio bagno e la propria cucina. Vanno all’anagrafe e registrano le nuove residenze separate. Per le utenze, decidono di dividerle a metà e scrivono un accordo in tal senso. Quando arriva il momento di calcolare l’ISEE, Marco e Luisa presentano due DSU separate, ognuna con le proprie informazioni finanziarie.

Seguendo questi passaggi, Marco e Luisa possono dimostrare che, nonostante vivano nella stessa casa, conducono vite separate e hanno economie domestiche indipendenti.

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