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Premessa

Se la carta acquisti permetteva solo l’acquisto di beni di prima necessità, la nuova carta di Inclusione aggiunge la possibilità di prelievo contanti e bonifico, per rispondere in modo più completo alle esigenze quotidiane dei beneficiari. Con questo post vedremo nel dettaglio come la carta di inclusione si è evoluta rispetto alla carta acquisti, quali sono i suoi obiettivi e le sue potenzialità in termini di inclusione sociale e empowerment delle persone in difficoltà. A questo link trovate il decreto ministeriale ufficiale, ma, se volete evitare di tradurre l’odioso linguaggio politichese, vi consiglio di continuare a scorrere la lettura di questo post.

Fondo speciale per le necessità basilari

Il comma 29 del suddetto articolo istituisce un Fondo speciale, una sorta di ‘salvadanaio’ dello Stato, destinato a soddisfare le esigenze primarie dei cittadini meno abbienti. Questo significa che chi si trova in una situazione di bisogno può contare su un supporto per acquistare beni di prima necessità come il cibo.

La carta acquisti

Il comma 32 introduce la “carta acquisti”. Si tratta di una carta, finanziata dallo Stato, che può essere utilizzata per l’acquisto di generi alimentari e per pagare le bollette di luce e gas. Immaginate, ad esempio, una famiglia che fatica ad arrivare a fine mese: questa carta può fare la differenza tra avere la cena in tavola o no.

La carta di inclusione

Con il decreto-legge del 4 maggio 2023, n. 48, si evolve il concetto di supporto economico attraverso la “Carta di inclusione”. Questa carta non solo mantiene le funzionalità della carta acquisti ma aggiunge anche la possibilità di prelevare contanti e di effettuare bonifici per pagare l’affitto. È come avere un piccolo conto bancario dedicato alle necessità quotidiane, con un limite di prelievo di 100 euro mensili per persona.

Limitazioni acquisti

È importante notare che ci sono delle restrizioni ben precise su cosa non si può acquistare con questi strumenti: niente giochi d’azzardo, prodotti del tabacco, fuochi d’artificio o alcolici. Questo per assicurarsi che il sostegno fornito sia utilizzato per migliorare la qualità della vita quotidiana e non per beni nocivi o superflui.

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