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Ho chiamato il truffatore dell’SMS: vi racconto com’è andata (e cosa mi ha detto)

Ho chiamato il truffatore dell’SMS: vi racconto com’è andata (e cosa mi ha detto)

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Momenti salienti

⚠️ ATTENZIONE: Il video contiene linguaggio scurrile. Non adatto ai minori.

Il racconto

Cari cittadini, mettetevi comodi perché oggi vi devo raccontare una cosa che mi è successa e che ha dell’incredibile. Praticamente, ero appena uscito da lavoro. Tiro fuori il telefono dalla tasca e mi trovo questo SMS: “Antifrode PosteInfo: Anomalia rilevata. Il conto sarà sospeso a breve. Contatti assistenza: 0245073288. (Il messaggio arrivava dal numero di cellulare 379 381 1028).

Rientro in studio (dove di solito registro i podcast e scrivo gli articoli per voi) e ci penso su. Mi sono detto: “Lo sai che c’è? Quasi quasi lo chiamo”. Volevo fare il finto tonto per capire chi c’è dall’altra parte. È un ragazzino? È un adulto? Volevo tirarli fuori qualche informazione per capire come agiscono effettivamente.

La chiamata

Faccio partire la chiamata. Mi risponde una persona, ma la voce si sente malissimo. Evidentemente usano sistemi VoIP, quelli che ti fanno comparire un numero fisso di Milano, ma chissà da dove chiamano. Però l’accento si sentiva bene: era napoletano.

L’odioso pregiudizio

E qui, cari cittadini, fermi tutti. Voglio fare una premessa importantissima. Purtroppo in Italia c’è questo vizio schifoso di etichettare sempre tutto: “Eh, la truffa, i napoletani…”. Vi invito a non fare questi commenti sui social. A Napoli, in Campania, la stragrande maggioranza è gente perbene, lavoratori onesti. Io ho tanti amici lì che considero fratelli di vita, persone con cui ho condiviso gioie e dolori e che ti donano il cuore. Non possiamo permettere che una manica di delinquenti macchi un intero popolo. È come quello che è successo nella mia Taranto con l’omicidio del povero Bakari Sako: all’improvviso sembrava che tutta la città vecchia fosse fatta di criminali. Ma non è vero! La delinquenza non ha età, non ha colore della pelle, non ha etnie, religioni e non ha quartieri. Sono solo pochi facinorosi a cui piace la vita comoda e non hanno voglia di lavorare.

L’illusione

Questa gente vive di miti astratti. Vedono in giro persone vestite firmate da capo a piedi (che poi spesso è roba falsa), con la moto, il macchinone, e magari per lo Stato risultano “nullatenenti”. E allora pensano: “Scusa, ma perché io mi devo spaccare la schiena a lavorare se posso guadagnare senza fare un cazzo?”. Non capiscono che alla fine, i nodi vengono sempre al pettine.

Il modus operandi

Ma torniamo alla telefonata. Mi chiede il Codice Fiscale. Io, non essendomelo preparato, improvviso. Gli do un numero inventato di sana pianta, che non aveva né capo né coda. Lui evidentemente lo inserisce in qualche terminale o sito web per la verifica, vede che non esiste e mi chiede di ripeterlo. Lì mi ha spiazzato, colpa mia che non me l’ero segnato. Allora mi tolgo la maschera da investigatore privato e gli dico: “Senta, mi può dare il nome del suo referente per Poste Italiane?”.

Gli insulti, le bugie e la ”giustificazione”

A quel punto, capito di essere stato scoperto, ha iniziato a insultarmi. Ma cari lettori, io ho una mia filosofia di vita: quando un’offesa arriva da uno che non ha né arte né parte, non la devi prendere nemmeno in considerazione. La sua era solo frustrazione perché l’avevo “importunato” mentre lui “stava lavorando” (sì, per lui truffare è un lavoro). Chissà quanta gente lo chiama per riempirlo di bestemmie.

Ma la cosa disarmante è stata la sua giustificazione. E non solo! A un certo punto ha avuto la faccia tosta di dirmi che lui i guai non li passa, perché tanto “paga già lui le forze dell’ordine”. Vi rendete conto? Ovviamente sono tutte cavolate, menzogne assolute. Perché arrivano a dire queste cose? Io ipotizzo che lo facciano per due motivi: o per darsi un tono da intoccabili e mettere paura alla vittima, o perché vivono in un vero e proprio delirio di onnipotenza, convinti di essere i padroni del mondo solo perché si nascondono dietro a un telefono o computer.

Quando poi gli ho detto che dovrebbe trovarsi un lavoro onesto, lui mi ha risposto: “Eh, ma i politici guadagnano mila euro al mese, i portaborse si gonfiano di soldi, perché non lo devo fare io?”. Cioè, lui era convinto di non avere alternative. Gli ho risposto: “Guarda, ti do una briciola di ragione sul fatto che i politici prendono stipendi d’oro senza mantenere le promesse in campagna elettorale, elargendo solo contentini (bonus o agevolazioni). Ma questa NON è una giustificazione per delinquere e truffare cittadini onesti che si fanno il mazzo dalla mattina alla sera! E’ una gierra tra poveri! Se sei arrabbiato, fai attivismo, fonda un partito, informati e vota bene. Altrimenti rimani solo un ignorante senza cervello”.

La legge

Il problema vero è che questi sanno che non gli succede nulla. In Italia, per il reato di truffa (Articolo 640 del Codice Penale) la legge prevede la reclusione da 6 mesi a 3 anni e una multa da 51 a 1.032 euro. Nel mio caso, dato che non gli ho dato i dati veri e la truffa non si è consumata, parliamo di tentata truffa (Articolo 56 combinato al 640 del Codice Penale), che prevede addirittura una riduzione della pena da un terzo a due terzi.

Sapete cosa significa questo in concreto? Che in Italia, per condanne inferiori ai 4 anni, se si è incensurati scatta quasi sempre la sospensione condizionale della pena. In parole povere: chi commette questo reato per la prima volta non fa un solo giorno di carcere. Spesso si risolve tutto con un nulla di fatto, e poi sei fuori con la fedina penale sporca, senza che nessuno ti abbia insegnato niente.

Ecco perchè io me la prendo con la legge. Se uno è recidivo (lo fa due, tre volte), io gli darei 10 anni di carcere senza sconti e senza permessi. Ma se è la prima volta, metterlo in galera non serve. Dovrebbero mandarli in comunità di recupero, come si fa per i tossicodipendenti. Lì devi imparare come si sta al mondo, il valore dei soldi, il rispetto civico. Devi capire cosa significa sudare.

CONSIGLI UTILI

Oltre a quanto mi è accaduto, voglio lasciarvi delle indicazioni pratiche molto più ampie. Perché attenzione: oggi usano la scusa delle Poste, ma domani si inventano altro. Ecco le truffe più diffuse in rete e i miei consigli intelligenti per smascherarle:

Le scuse più usate dai truffatori oggi:

  • La finta bolletta o sospensione Internet: Vi arriva un SMS, una mail o telefonata con voce automatica che dice “La tua fornitura di luce/gas/internet verrà sospesa tra 24 ore per mancato pagamento. Clicca qui per regolarizzare” o ”premi il tasto 1 per..”. Giocano sulla paura di restare al buio o senza connessione.
  • Il finto corriere (Pacco in giacenza): “Il tuo pacco è bloccato in dogana, paga 2 euro di spese di spedizione”. Sembra una cifra innocua, ma serve solo a rubarvi i dati della carta di credito.
  • Il finto figlio su WhatsApp: “Mamma/Papà, mi è caduto il telefono e si è rotto. Questo è il mio nuovo numero, scrivimi qui”. E dopo due messaggi vi chiedono un bonifico urgente per comprare un telefono nuovo.
  • Finto INPS, ASL o Agenzia delle Entrate: Vi promettono rimborsi fiscali o visite mediche inesistenti o vi minacciano di controlli se non pagate subito una sanzione tramite un link.

Come risolvere e difendersi in modo intelligente:

  1. Attenzione all’Alias Spoofing (i messaggi “infiltrati”)! I truffatori sono diventati furbi. Usano software che permettono di far apparire come mittente la parola “PosteInfo” o il nome della vostra Banca. In questo modo, il loro SMS truffaldino finisce esattamente nella stessa conversazione dove avete i messaggi veri e legittimi della banca. Non fidatevi solo perché il messaggio è “nella chat giusta”.
  2. La regola d’oro dei Link! Non cliccate MAI sui link (le scritte in blu) che vi arrivano via SMS o email. Se vi dicono che c’è un problema con la bolletta di internet, chiudete il messaggio, aprite l’App ufficiale del vostro gestore (TIM, Vodafone, Enel, ecc.) e controllate da lì.
  3. La logica dell’OTP (One Time Password)! Ricordatevi questa cosa fondamentale: il codice OTP che vi arriva sul telefono serve SOLO per autorizzare un pagamento in uscita. Se un operatore vi dice “Le mando un codice per bloccare un bonifico” o “Le mando un codice per stornare i soldi”, vi sta mentendo. Vi sta facendo autorizzare il furto!
  4. Bloccate i numeri sospetti! I numeri che vi ho scritto sopra (il 379… e lo 02…), salvateli in rubrica come “TRUFFA” e bloccateli. Fatelo con qualsiasi numero strano vi contatti.
  5. Nel dubbio, andate alla fonte! Se vi arriva un messaggio che vi mette ansia, fate un bel respiro profondo. Non chiamate il numero indicato nell’SMS. Cercate il numero verde ufficiale su internet o, meglio ancora, andate di persona allo sportello (banca, posta, centro TIM/Vodafone…insomma, SOLO CONTATTI UFFICIALI) e spiegate o fate vedere il messaggio all’impiegato.
  6. Segnalate sempre! Usate il sito del Commissariato di PS Online per segnalare questi numeri e questi link. Più segnalazioni arrivano, prima le autorità riescono a bloccare questi server fittizi e a salvare altre potenziali vittime.

Non abbassiamo la guardia, cari cittadini. La consapevolezza è la nostra arma migliore. Condividete queste informazioni con i vostri genitori, i nonni e le persone più fragili.

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