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Taranto: una nave che affonda, il sindaco rassegna le dimissioni!

Taranto: una nave che affonda, il sindaco rassegna le dimissioni!

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Taranto sempre più nel baratro!

Riassumendo, nelle ultime ore si è verificato un sit-in davanti al Palazzo di Città, con una significativa partecipazione di cittadini, in relazione alla firma dell’accordo di programma e altre questioni correlate. Tuttavia, il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, ha annunciato le proprie dimissioni, dichiarando di non essere più nelle condizioni di esercitare il suo ruolo a causa di minacce ricevute da parte di un gruppo di ambientalisti contrari alla gestione del caso ex Ilva. Si tratta, di fatto, di una “mancanza di agibilità politica”. La scelta è maturata dopo un acceso confronto con rappresentanti di associazioni ambientaliste, avvenuto a Palazzo di Città. Secondo quanto riportato dalla “Gazzetta del Mezzogiorno”, al termine dell’incontro tra Bitetti e alcuni portavoce dei comitati civici (convocato in vista del consiglio comunale straordinario del 30 luglio sull’accordo di programma per l’ex Ilva) un gruppo di manifestanti avrebbe fatto irruzione nel Municipio. Alcuni dei presenti, con il volto coperto, avrebbero impedito per alcuni minuti l’uscita sia del sindaco che dei giornalisti, scandendo slogan e cori contro la firma dell’accordo. Anche il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, è stato oggetto di dure critiche da parte dei contestatori (e su questo punto, come biasimare questi cittadini?). (LINK della gazzetta del mezzogiorno).

Ora, non essendo presente al sit-in di Taranto, non posso confermare personalmente quanto accaduto, ma se fosse vero che alcuni manifestanti hanno agito a volto coperto e in modo intimidatorio, è chiaro che si tratta di un comportamento inaccettabile. Però non facciamo di tutta l’erba un ”fascio”, ma bisogna distinguere tra chi si batte per l’ambiente e per il bene comune in modo civile e chi, invece, si comporta da delinquente, danneggiando anche la causa che intende sostenere. Detto ciò, la situazione era prevedibile: l’esasperazione dei cittadini è ormai alle stelle. E qui mi chiedo: cosa si aspettava il sindaco Bitetti da un contesto così teso e problematico? Non doveva lasciarsi intimidire né avere paura.

Aggiornamento

Vi aggiorno oggi (29 luglio ore 10.30) sulla questione sollevata ieri da una testata giornalistica, che ha riportato alcune critiche violente da parte di cittadini e associazioni, rivolte all’Assessora e del Sindaco.

Normalmente, quando posso, partecipo ai sit-in per offrire il mio supporto, anche a livello comunicativo. Purtroppo però, al momento, mi trovo fuori da Taranto e rientrerò a settembre. Per questo motivo, ho chiesto conferma all’Associazione Genitori Tarantini riguardo alle intimidazioni riportate dal giornale, che parlavano di persone incappucciate e minacce. Prima di condividere il post completo scritto da Cinzia Zaninelli, presidente dell’associazione, vorrei aggiungere alcune considerazioni.

Ho avuto modo di visionare i video realizzati da giornalisti, associazioni e altri cittadini presenti al sit-in. È vero che ci sono stati momenti di tensione, con contestazioni animate, ma non ho notato situazioni che mettessero seriamente a rischio la salute del primo cittadino. Si è persino parlato di minacce di morte, cosa che trovo paradossale. Rimango dell’opinione, come ho già espresso ieri sempre qui, che la scelta del Sindaco di dimettersi sia discutibile. Proclamarsi rappresentante del popolo e poi abbandonare la nave in mezzo alla tempesta è un comportamento che non condivido.

Alcuni giornali ipotizzano che le dimissioni siano state un escamotage per poi ritirarle, ma trovo questa teoria ancora più problematica. Se il Sindaco dovesse tornare sui suoi passi, perderebbe credibilità, dimostrandosi calcolatore e opportunista. Inoltre, durante il dibattito al Comune, ho ascoltato il Sindaco affermare che avrebbe valutato le carte. Ma cosa c’è da valutare? La situazione è chiara e sotto gli occhi di tutti. Invece di temporeggiare, bisognava agire con determinazione e schierarsi apertamente dalla parte dei cittadini, magari organizzando una protesta pacifica e simbolica contro il governo a Roma o incatenarsi tutti di fornte allo stabilmento.

Poi un altra nota: a causa dell’azione di pochi individui che si sono mossi con modalità discutibili, il lavoro delle associazioni pacifiche rischia di essere compromesso. Questo è un periodo delicato, e la violenza (sia fisica che verbale) non fa altro che alimentare odio e danneggiare la credibilità di chi si è sempre impegnato in modo costruttivo. La reputazione sui social, ormai, è fondamentale, e ogni azione ha un impatto significativo.

Ora vi lascio il post pubblicato dall’Associazione Genitori Tarantini, invitandovi a trarre le vostre conclusioni.

Riflessione

La mia riflessione è questa: chi decide di intraprendere un percorso politico dovrebbe farlo con la consapevolezza della responsabilità che comporta e con un reale impegno verso i cittadini. La situazione di Taranto non è certo una novità, e chi si candida a ruoli istituzionali a Taranto dovrebbe sapere che non si tratta di un contesto facile, ma di una “nave che affonda”. Il sindaco, come capitano, avrebbe dovuto restare al timone e lottare per la città, invece di (scegliere una via di fuga. I cittadini non chiedevano miracoli, ma almeno un minimo di opposizione e di difesa dei loro diritti, un po’ di salute e serenità.

Se le dimissioni saranno confermate e si tornerà alle urne, mi chiedo se i futuri candidati abbiano davvero compreso la gravità della situazione. La politica non può più basarsi su promesse vuote, soprattutto in un’epoca in cui i social media rendono immediata la verifica delle azioni e la perdita di credibilità. I cittadini di Taranto sono esasperati e non tollerano più l’inerzia o l’inadeguatezza dei politici. Però, è importante sottolineare che anche i cittadini stessi hanno delle responsabilità. Non basta protestare contro i politici; bisogna impegnarsi concretamente per migliorare la comunità, denunciando comportamenti illeciti e degrado attraverso i canali ufficiali e non limitandosi a inviare foto e video a paginette Facebook gestite da amministratori anonimi che, molto spesso, alimentano solo odio e divisioni, ivece di contribuire attivamente e con diplomazia per un cambiamento positivo o, quantomeno accettabile.

In conclusione, la situazione di Taranto è un segnale chiaro: la politica, così come è stata concepita finora, ha i giorni contati. Non si può più ignorare la voce dei cittadini né sottovalutare la loro disperazione. Spero che chiunque si candidi in futuro lo faccia con un reale senso di responsabilità e con l’intenzione di ascoltare e agire per il bene comune.

Aggiornamento del 31 luglio 2025

Come prevedibile, il Sindaco, attraverso i media e dichiarazioni personali, ha deciso di ritirare le dimissioni, sostenendo di aver presentato denuncia contro ignoti (anche se, a ben vedere, di ignoti c’era ben poco, dato che i presenti erano tutti facilmente identificabili e a volto scoperto). Un’altra pagina triste della politica, in cui di fronte alla prima difficoltà si assiste a un gesto di resa immediata, salvo poi tornare sui propri passi, probabilmente spinto dalla “stima” dei colleghi di maggioranza e non solo. Forse, più che per solidarietà, il tutto è stato motivato dal desiderio di evitare un ritorno alle urne e il rischio di perdere un comodo stipendio a tempo determinato. Che desolazione. Personalmente, non ho mai riposto fiducia in lui come sindaco, e ora, questa convinzione si è ulteriormente rafforzata. Sipario!

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