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“Posso vedere la sua bolletta?”: Cosa rispondere per mettere all’angolo i venditori disonesti e ”abusivi”.

“Posso vedere la sua bolletta?”: Cosa rispondere per mettere all’angolo i venditori disonesti e ”abusivi”.

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Ma basta!

Cari lettori, se siete iscritti al Registro delle Opposizioni ma continuate a ricevere chiamate per cambiare operatore di luce e gas, sapete quanto può essere frustrante (e ho usato un eufemismo). L’altro giorno, dopo l’ennesima chiamata di ”telemarketing”, ho deciso di fare un esperimento: invece di riattaccare, ho accettato un appuntamento a casa mia. Volevo vedere da vicino come operano e, eventualmente, smontare pezzo per pezzo le loro ”strategie”.

Ecco il resoconto della mia “indagine” casalinga e tutto quello che ho scoperto (con tanto di leggi alla mano).

Il mistero del tesserino

Appena il consulente ha suonato alla porta, l’ho accolto educatamente e gli ho fatto la domanda più semplice del mondo: “Mi fa vedere il suo tesserino di riconoscimento?”

Panico. È rimasto completamente spiazzato. Ha iniziato a balbettare, dicendo che lavorava per questa agenzia di Lecce, ma del tesserino nessuna traccia. Quando gli ho fatto notare che per chi fa questo lavoro è obbligatorio, il suo linguaggio del corpo parlava chiaro: faceva spallucce ed era in palese difficoltà. Imbarazzato. Quasi vergogna.

Ma cosa dice la legge a riguardo? Spulciando in rete, ho trovato l’Articolo 19 del Decreto Legislativo 114/1998 (la legge nazionale sulle vendite a domicilio). Leggendo il comma 6 (vedi screenshot sotto), ho scoperto che stabilisce due cose fondamentali: primo, il tesserino deve essere fornito dall’azienda; secondo, chi fa vendita porta a porta deve averlo sempre ben visibile.

Ah, quasi dimenticavo… ovviamente la legge vale per tutti! Anche le grandi compagnie come Enel lo scrivono a chiare lettere sui loro siti: chiunque suoni alla vostra porta per proporvi un contratto deve avere il tesserino [LINK]. Se non ce l’hanno, o se si rifiutano di farvelo vedere bene, chiudete la porta. E se dicono di essere di una grande azienda, potete sempre chiamare il servizio clienti ufficiale per verificare se dicono la verità.

La bolletta

A un certo punto, come da copione, arriva la richiesta: “Posso dare un’occhiata alla sua ultima bolletta per farle un preventivo?” La mia risposta? Un secco ma cortese “No, grazie. Al momento sto bene così”. L’ho fatto venire solo per capire come si muovevano, non avevo alcuna intenzione di dargli i miei dati.

Perché è fondamentale: Le stesse grandi compagnie energetiche fanno campagne per avvisarci: non mostrate mai la bolletta a chi suona alla porta. Lì sopra ci sono i codici POD (per la luce) e PDR (per il gas). Questi codici sono come l’IBAN del vostro conto corrente o il PIN del vostro bancomat. Dareste mai il vostro PIN a uno sconosciuto alla porta? No. E allora non dategli nemmeno la bolletta. Con quei codici, un venditore disonesto ha tutto ciò che gli serve per attivarvi un contratto a vostra insaputa. Ricordate: siete a casa vostra, nessuno può obbligarvi a mostrare documenti privati!

La balla colossale

Il momento più interessante è stato quando gli ho fatto notare che io sono iscritto al Registro Pubblico delle Opposizioni (RPO) e che, in teoria, non avrebbero dovuto proprio chiamarmi per fissare l’appuntamento. La sua giustificazione? “Eh, ma la legge è cambiata: l’iscrizione scade dopo 3 mesi e poi possiamo contattare chiunque”.

Non fidandomi delle sue parole (come sempre quando noto ”atteggiamenti strani”), sono andato a leggermi il testo del D.P.R. 26/2022, che regola il nuovo RPO. Leggendolo articolo per articolo, alla fine avevo ragione, in quanto l’iscrizione non scade mai e non va rinnovata ogni 3 mesi. Anzi, la legge impone l’esatto contrario: l’Articolo 8, comma 2 dice chiaramente che sono i call center ad avere l’obbligo di controllare le loro liste di numeri ogni 15 giorni (massimo 30 per la posta cartacea) e cancellare quelli di chi è iscritto.

Hanno provato a ribaltare la frittata per dare la colpa a me!

Le “scritte in piccolo”

Però, effettivamente, questa esperienza mi ha fatto riflettere su un altro trucco subdolo: i consensi per la privacy estorti online. Quante volte, per fretta, spuntiamo caselline microscopiche in fondo a una pagina web? Magari è proprio così che i call center aggirano il nostro blocco del RPO.

Cosa dice la legge: Anche in questo caso mi sono documentato leggendo il GDPR (il Regolamento Europeo sulla Privacy 2016/679). L’Articolo 7 stabilisce che il consenso per il marketing deve essere libero, specifico, informato e inequivocabile.

Inoltre, leggendo il Considerando 32 del GDPR, c’è scritto a chiare lettere che il silenzio, l’inattività o le caselle pre-spuntate non costituiscono consenso. Le caselle pre-spuntate o le scritte nascoste in mezzo a papiri di condizioni generali sono quindi illegali. .

Devono esserci due scelte separate e ben visibili: una per accettare il servizio e una (facoltativa) per la pubblicità

Come difendersi?

Se avete il dubbio di aver cliccato qualcosa di sbagliato online e volete tornare a essere protetti, c’è un trucco facilissimo e gratuito. Andate sul sito ufficiale www.registrodelleopposizioni.it e fate il Rinnovo dell’iscrizione. Questa semplice operazione funziona come un vero e proprio “colpo di spugna”: cancella in automatico tutti i consensi commerciali che potreste aver dato (anche per sbaglio) fino a quel momento. Questo potere magico non è un’invenzione, ma un diritto garantito dalla Legge 11 gennaio 2018, n. 5, all’Articolo 1, comma 5, che annulla in automatico tutti i consensi al telemarketing dati in passato.

Ah, e se alla fine la frittata è fatta? Magari per sfinimento avete detto un “Sì” di troppo al telefono o avete firmato qualcosa di fretta alla porta? Ricordatevi che sempre la legge (codice del consumo decreto Legislativo 206/2005, art.52) dice chiaramente che, per qualsiasi contratto stipulato fuori dai negozi fisici (quindi a casa vostra o al telefono), avete 14 giorni di tempo per annullare tutto, senza penali e senza dare spiegazioni. E attenzione: se invece vi attivano un contratto letteralmente a vostra insaputa, rubando i vostri dati dalla bolletta, lì non c’è limite dei 14 giorni che tenga! Si tratta di un contratto nullo e di una truffa, e potete contestarlo in qualsiasi momento.

In conclusione: Non abbiate paura di fare domande, di dire “no” e di far valere i vostri diritti. La conoscenza è la nostra arma migliore contro chi cerca di approfittarsi della nostra buona fede.

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