Degrado a Taranto: il parcheggio sotterraneo di piazzale Bestat è una discarica.
INDICE
Ricevo e pubblico
Ancora una volta, questo blog si fa portavoce delle vostre segnalazioni. È il mio modo di tenere alta l’attenzione sui problemi che affliggono la nostra amata Taranto. Questa volta, a scrivermi è un lettore preoccupato, che mi ha contattato su WhatsApp per mostrarmi una situazione a dir poco vergognosa. Il messaggio era accompagnato da un video di 17 secondi e quattro fotografie, che parlano da sole. Il testo del lettore è diretto e pone una domanda lecita:

La mia risposta è stata, come sempre, SI. Chi segue questo spazio sa che non è la prima volta che mi occupo di segnalazioni e esposti su disservizi, degrado urbano e problemi di varia natura. A volte, per questioni di privacy, agisco inviando direttamente una Posta Elettronica Certificata (PEC) agli enti competenti. In questo caso, però, la questione è di dominio pubblico e merita una riflessione condivisa.
La Prova dello scempio
Come potete vedere qui di seguito, la situazione è critica. Il video e le immagini mostrano un ambiente trasformato in una vera e propria discarica abusiva.
Video di 17 secondi che documenta lo stato di abbandono del parcheggio.
Lo scenario è desolante: cumuli di rifiuti di ogni genere, da scarti di lavori edili a spazzatura generica. Si notano chiaramente plastica, cartoni, buste nere dal contenuto misterioso, bottiglie di vetro e persino quello che sembra essere un frigorifero abbandonato. Uno scempio che rappresenta un pericolo igienico-sanitario e un’offesa al decoro della nostra città.
Proprietà privata non significa ”terra di nessuno”
Torniamo alla questione “privato vs pubblico”. Pur non essendo un legale ma un semplice ragioniere, mi affido alle norme che regolano i nostri diritti e doveri. Un’area privata non è una zona franca dove tutto è concesso, specialmente quando il suo stato di abbandono crea un pericolo per la collettività.
La legge parla chiaro. Il riferimento normativo principale è il testo unico degli enti locali (D.Lgs. 267/2000). In base agli articoli 50 e 54, il Sindaco, in qualità di massima autorità sanitaria locale, ha il potere e il dovere di intervenire in situazioni di emergenza igienico-sanitaria.
Cosa significa in pratica? Significa che, di fronte a una situazione come quella documentata, il Comune può e deve:
- Identificare il proprietario dell’area, anche se privata.
- Emettere una “ordinanza contingibile e urgente” che imponga al proprietario di bonificare e mettere in sicurezza l’area entro un termine perentorio.
- Qualora il proprietario ignori l’ordinanza, il Comune può procedere con la “esecuzione in danno”: interviene direttamente (o tramite una ditta specializzata) per effettuare la pulizia e poi addebita tutti i costi dell’operazione al proprietario inadempiente.
Questo meccanismo legale esiste proprio per evitare che l’inerzia o il disinteresse di un privato possano danneggiare la salute pubblica e il decoro di un’intera comunità. La proprietà privata comporta oneri e responsabilità, non solo diritti.
Esempi pratici e di buon senso
Per rendere il concetto ancora più concreto, vi porto due esempi pratici emersi in passato da conversazioni con conoscenti. Una premessa importante, però: prendete queste informazioni con le pinze. Non sono un avvocato e il mio è un ragionamento basato sull’esperienza; per qualsiasi certezza di natura legale, è sempre fondamentale consultare un professionista.
Detto questo, il principio di fondo che vedremo si applica perfettamente anche al nostro caso.
Primo esempio: i rifiuti abusivi. Il proprietario di un’area ha degli obblighi precisi. Pensiamo al classico caso dei terreni incolti nelle periferie. Se un proprietario non recinta il proprio terreno e qualcuno vi scarica abusivamente rifiuti pericolosi, come l’amianto, la responsabilità della bonifica (e i suoi costi elevati) ricade sul proprietario stesso, a meno che non si riesca a identificare con certezza il colpevole.
Secondo esempio: il rischio incendi. Allo stesso modo, esistono ordinanze comunali che, specialmente prima del periodo estivo, obbligano i proprietari di terreni incolti a sfalciare l’erba secca. Questo serve a prevenire il rischio di incendi, che potrebbero facilmente propagarsi e mettere in pericolo le abitazioni circostanti e la pubblica incolumità.
Questi principi si applicano perfettamente al nostro caso. Se un’area privata, come il parcheggio sotterraneo di Piazzale Bestat, versa in uno stato di abbandono e degrado tale da costituire un pericolo per la salute pubblica, il Comune ha il potere e il dovere di intervenire.
Segnalato

Come ho promesso al lettore, non mi limiterò a questo articolo. Ho già inviato intorno alle 15 una Segnalazione Certificata (PEC) agli enti di competenza (Comune di Taranto, assessora all’ambiente, Polizia Locale e ASL), documentando la situazione e chiedendo un intervento urgente, sia esso di verifica, di ordinanza verso il privato o di pulizia diretta. Ovviamente, vi terrò aggiornati sull’esito di questa segnalazione, pubblicando eventuali risposte direttamente in calce a questo articolo. Ogni novità sarà evidenziata con un banner ben visibile riportante la data dell’aggiornamento.