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Natale e sicurezza: un appello per difendere i nostri commercianti

Natale e sicurezza: un appello per difendere i nostri commercianti

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Introduzione

Come ogni anno, puntuali come il calendario, ci ritroviamo già da fine novembre a dover commentare un fenomeno che purtroppo non passa mai di moda. Con l’avvicinarsi delle festività natalizie, esattamente come accade a ridosso di quelle estive, le pagine di cronaca iniziano già a riempirsi di notizie riguardanti furti e rapine. Sebbene il problema dei furti in abitazione sia una piaga costante che non conosce sosta durante tutto l’anno, è in questo periodo specifico che l’allerta sale ai massimi livelli per le attività commerciali. Basta guardarsi intorno sui social per capire che le prime rapine stanno già avvenendo, creando un clima di tensione proprio quando le luci della festa dovrebbero portare serenità. Anche se non sono un commerciante, il mio pensiero va a tutti gli esercenti, amici e non, che tengono viva la nostra economia locale. È proprio per solidarietà verso di loro che mi sento di condividere alcune riflessioni e consigli per affrontare questo periodo così delicato.

Premessa

Prima di arrivare ai consigli pratici, è doveroso fare una premessa sulle responsabilità. La prevenzione principale dovrebbe arrivare dal controllo del territorio, che dovrebbe essere capillare e costante sia di giorno che di notte. Però attenzione, non ce la dobbiamo prendere con le forze dell’ordine. Sappiamo bene che poliziotti e carabinieri fanno il possibile, spesso compiendo veri miracoli con i mezzi limitati che hanno a disposizione. L’accusa è rivolta piuttosto a uno Stato che troppo spesso appare assente, un sistema che sembra preoccuparsi più di spendere risorse pubbliche in frivolezze piuttosto che investire seriamente nella sicurezza / salute dei cittadini. È inaccettabile che chi porta avanti il Paese con le proprie aziende, pagando stipendi, bollette astronomiche e tasse con immane fatica, debba sentirsi abbandonato proprio nel momento del bisogno.

Consigli

Tuttavia, in attesa che le istituzioni si sveglino, credo sia fondamentale per i commercianti adottare ogni misura possibile per mitigare il rischio. Il consiglio più importante che mi sento di dare riguarda l’incentivo totale ai pagamenti elettronici. Bisogna ”spingere” (ma senza obbligare) i clienti a usare la carta, in qualsiasi sua forma. Che si tratti della carta di debito (il classico BancoPosta ecc), che preleva i soldi direttamente e subito dal saldo disponibile, o della carta di credito, che posticipa l’addebito al mese successivo, la sostanza non cambia. Entrambe si appoggiano necessariamente a un conto corrente bancario e il risultato finale è lo stesso: smaterializzare il denaro.

Qui però tocco un tasto dolente, quello delle commissioni, che spesso frena molti esercenti. Proprio parlando di questo argomento, un caro amico commerciante mi ha aperto gli occhi su come stanno cambiando le cose. Mi spiegava che la situazione non è più rigida come un tempo e che la paura dei costi eccessivi è spesso infondata o legata a vecchi retaggi. Oggi funziona un po’ come per le SIM dei telefoni o le tariffe mobili: non esiste un costo fisso uguale per tutti, ma in base a quanti clienti hai e al volume di transazioni che generi, puoi trovare pacchetti su misura e contrattare condizioni molto più vantaggiose. Quindi, informandosi bene, si scopre che quella barriera è facilmente superabile. Tra l’altro, ricordiamoci che ormai il POS è obbligatorio per legge, quindi non si tratta più di poter scegliere se averlo o meno. Anche se, capita ancora di vedere il commerciante che sbuffa o ti guarda male se tiri fuori la carta per pagare 5 euro. Io stesso, ad esempio, giro con pochissimi contanti, massimo 20 o 50 euro per le emergenze, e preferisco usare la carta per tutto, anche perché mi aiuta a tenere traccia del mio bilancio e delle spese che faccio (ora sto divagando…😅).

Tornando a noi, il mio consiglio spassionato è di ribaltare la prospettiva. Invece di subire il pagamento elettronico sbuffando, usatelo come scudo. Mettete un bel cartello in vetrina o alla cassa che dica: In questa attività preferiamo i pagamenti elettronici. Non state obbligando nessuno, chi vuole pagare in contanti può farlo, ma state lanciando un messaggio potentissimo all’esterno. Se un rapinatore vede quel cartello, il primo pensiero che fa è: qui c’è poco contante, l’incasso è tutto tracciato, non mi conviene rischiare. Quel semplice avviso può fare da deterrente molto più di quanto si pensi. Anche se rimane una piccola spesa di commissione, consideratela come ”l’assicurazione più economica” che esista per non avere contanti nel cassetto del locale.

A questo proposito, voglio aggiungere un’altra cosa. Tenete presente che chi viene a fare una rapina quasi sicuramente è già passato prima a dare un’occhiata. Sono venuti a vedere se lavorate tanto, se c’è viavai, sistemi di allarme o vigilanza, e soprattutto buttano l’occhio quando aprite la cassa per dare il resto, specialmente nei supermercati o nei negozi affollati. Se vedono il cassetto pieno di banconote, l’acquolina in bocca gli viene eccome. Quindi, un altro consiglio d’oro è quello di svuotare le casse ogni due o tre ore. Non lasciate che il contante si accumuli. In questo modo, anche se il malintenzionato vede che c’è molta affluenza nel vostro negozio, noterà pure che nel cassetto c’è sempre pochissimo denaro. È un messaggio chiaro: qui si lavora tanto, ma di soldi fisici ce ne sono pochi.

Infine, cari lettori, sarebbe bello se, oltre a rendere le commissioni ancora più leggere, lo Stato decidesse di intervenire concretamente in questi periodi caldi, magari abbassando l’IVA durante le festività natalizie ed estive. Sarebbe una misura vitale, perché proprio in questi periodi ci sono molte attività che campano letteralmente su questi due momenti dell’anno. Un taglio delle tasse sui consumi aiuterebbe sia i clienti a spendere con più leggerezza, sia i commercianti a respirare un po’ di più, rendendo meno amaro il boccone delle spese fisse. Ma finché queste rimangono solo speranze, l’unica difesa reale resta l’intelligenza: meno contanti, più sicurezza, e occhi aperti. In un momento storico in cui ci si sente poco tutelati dall’alto, l’uso furbo della tecnologia resta l’unica vera forma di difesa per i lavoratori. Quelli onesti.

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