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Sfratti veloci: giusto tutelare i proprietari, ma chi tutela gli inquilini da case fatiscenti?

Sfratti veloci: giusto tutelare i proprietari, ma chi tutela gli inquilini da case fatiscenti?

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La notizia

In questi giorni si fa un gran parlare della nuova stretta del Governo sugli affitti e sulle occupazioni. Il 30 aprile 2026, il Consiglio dei Ministri ha infatti approvato un nuovo Disegno di Legge (all’interno del cosiddetto “Piano Casa”) che introduce i famosi “sfratti veloci”. Cosa significa in parole povere? Significa che le procedure diventeranno molto più rapide, cioè, una volta che il giudice avrà ordinato lo sfratto di un inquilino moroso o di un occupante abusivo, questo avrà solo 15 giorni di tempo per lasciare l’immobile. Chi farà il furbo e ritarderà l’uscita, dovrà pagare una penale dell’1% per ogni giorno di ritardo. Inoltre, il Governo ha previsto la nomina di un Commissario per accelerare la liberazione delle migliaia di alloggi popolari occupati illegalmente. Ora la palla passa al Parlamento, che dovrà votare e trasformare questa proposta in legge.

La mia riflessione

Diciamoci la verità: su questo punto, il provvedimento va benissimo. Sappiamo tutti che esiste una buona percentuale di persone che ha ottenuto un alloggio popolare in un momento di reale difficoltà, ma che poi, nel tempo, si è sistemata. Magari lavorano a nero, hanno entrate non dichiarate, eppure continuano a non pagare l’affitto (già irrisorio) della casa popolare.

Mi è capitato personalmente di vedere alloggi popolari che all’esterno fanno pietà, ma all’interno sono ristrutturati in “stile Gomorra”, con lussi che una persona in vera emergenza abitativa non potrebbe mai permettersi. È giusto colpire questi furbetti, perché tolgono il diritto alla casa a chi ne ha davvero bisogno.

Ma attenzione!

Come dico sempre, però, gli estremismi non vanno mai d’accordo con la convivenza in una società civile. Se da una parte è giustissimo tutelare i proprietari e fare leggi per gli sfratti veloci, dall’altra lo Stato deve fare leggi severe anche per i proprietari di case private.

Non si può affittare una casa con classe energetica G, con impianti vecchi di quarant’anni e muri che cadono a pezzi, chiedendo 400 o 500 euro al mese solo perché la metratura è grande. Molto spesso vediamo proprietari che ereditano la casa dai genitori, le danno una rapida imbiancata per coprire i difetti e la mettono subito in affitto dicendo: “Dai, potete starci”. Ma non funziona così!

Esempio concreto

Vi porto un esempio pratico di una situazione reale. Parliamo di una casa affittata a 400 euro al mese. Su 7 stanze totali, solo 2 sono vivibili. Il resto della casa ha problemi di infiltrazioni, muffe e molto altro, così gravi da aver causato un’ordinanza del Comune e un certificato dell’ASL che dichiara la totale insalubrità degli ambienti.

E il proprietario? Nonostante le raccomandate dell’avvocato, non fa nulla.

Ecco dov’è il problema. Bisogna fare pressione sui proprietari: io ti pago l’affitto regolarmente, ma tu mi devi dare una casa a norma. Se l’inquilino fa un danno per disattenzione, è giusto che paghi l’inquilino. Ma la struttura, gli impianti e la salubrità sono responsabilità di chi affitta.

La mia proposta

A questo punto faccio un monito ai Politici, una riflessione forte. Se lo Stato ha creato un Commissario per liberare le case popolari/private e una legge per gli sfratti veloci, perché non crea anche una figura di Garante o un Commissario che controlli le case prima che vengano date in affitto?

È vero, le leggi per difendersi ci sono (e ve le spiego tra poco), ma nella realtà dei fatti, per farle valere, bisogna imbarcarsi in cause legali. Questo si traduce in tempi biblici e un sacco di soldi spesi per l’inquilino, che nel frattempo continua a pagare regolarmente l’affitto e le tasse. Dall’altra parte, il proprietario disonesto, magari supportato da un avvocato compiacente, gioca a far slittare le date delle udienze, allungando i tempi all’infinito.

È un paradosso inaccettabile! Poveri cristi che fanno il loro dovere si trovano intrappolati. Lo Stato deve garantire e proteggere chi paga regolarmente, sanzionando in maniera punitiva ed esemplare questi proprietari senza scrupoli che lucrano sulla pelle della gente.

Cosa dice la Legge

Per chi si trova in queste situazioni da incubo, è importante sapere che la legge è dalla nostra parte. Il Codice Civile italiano parla chiaro:

Articolo 1575 (Obbligazioni principali del locatore): Il proprietario ha l’obbligo di consegnare la casa in “buono stato di manutenzione”. Non può affittarti una grotta umida.

Articolo 1576 (Mantenimento della cosa in buono stato): Il proprietario deve eseguire tutte le riparazioni necessarie (tranne la piccola manutenzione, come cambiare una lampadina, che spetta a chi ci vive). Se piove dal tetto o i tubi sono rotti, paga il proprietario.

Articolo 1578 (Vizi della cosa locata): Se la casa ha difetti gravi che non ti permettono di viverci normalmente (come le infiltrazioni certificate dall’ASL), l’inquilino ha il diritto di chiedere la risoluzione del contratto (andarsene senza pagare penali) oppure una riduzione dell’affitto.

In conclusione: ben vengano gli sfratti veloci per chi non paga e per chi fa il furbo. Ma ricordiamoci che un contratto di affitto è un accordo a due vie. Diritti per i proprietari, sì, ma anche doveri inderogabili.

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