Quelli che non si vendono e non si comprano: in ricordo di Massimo Battista.
Foto scattata il 26 aprile 2022.
Riflessione amara
Più vado avanti nel mio percorso di attivismo civico, più mi scontro con la realtà della politica di oggi, specialmente qui a Taranto e provincia. E più mi rendo conto del vuoto enorme che ha lasciato Massimo Battista.
Il ”politico medio”, purtroppo, lo conosciamo tutti: tante belle parole, comunicati stampa perfetti per i giornali, ma zero rispetto per il singolo cittadino. Gente che si sente su un piedistallo, che sparisce o fa il prezioso quando non ci sono voti immediati da incassare, che non ha la minima idea di cosa significhi fare sacrifici veri rubando tempo alla propria vita privata per il bene comune.
Lungo la mia strada ho incrociato tanti personaggi così, ma di politici veri ne ho conosciuto solo uno: Massimo Battista. Lui era l’eccezione alla regola. Un operaio, un attivista puro, uno che si sporcava le mani per la sua Taranto e che ascoltava la gente a qualsiasi ora. Era buono, generoso, ma mai ingenuo. Non aveva quell’ego smisurato che spesso rovina chi entra nei palazzi: al contrario, cercava sempre di collaborare con gli altri. Certo, matematicamente a volte prendeva degli abbagli, ma chi si dà da fare può sbagliare, nessuno di noi è infallibile.
Mi piaceva perché era come me, come tanti altri che, nonostante le delusioni, credono e sperano ancora. Eravamo e siamo i classici inguaribili romantici della politica: quella intesa unicamente per il ”fare” e per il bene comune.
Ma la cosa più grande di Massimo, una delle tante, è che era un uomo che non si vendeva e non si comprava. Mai. Non scendeva a compromessi sulla pelle dei cittadini. Da quando se n’è andato, non ho mai più trovato nessuno come lui lungo il mio cammino.
Oggi, davanti all’ennesima dimostrazione di come funziona la politica ”normale”, mi sei venuto in mente tu. Se solo chi siede oggi nei palazzi avesse l’umiltà di prendere esempio da te, ricordandosi che la politica è servizio e non gestione del potere, avremmo una città e una provincia decisamente migliori.
Ciao Massimo, ci manchi.
P.S. C’è ancora qualche ”mosca bianca” in giro, persone valide che ci mettono il cuore. Ma purtroppo non hanno capito da che parte stare a livello di bandiere e si perdono dietro a logiche di partito, e questo rammarica molto.