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Taranto e ex-ilva: “hanno firmato tutti la bozza”.

Taranto e ex-ilva: “hanno firmato tutti la bozza”.

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APPELLO ALLA CITTÀ: NON MOLLATE ADESSO!

A te, cittadino di Taranto. A voi, associazioni e comitati. A quella piccolissima parte della politica che, come noi, non si è ancora arresa.

Ieri ho letto sui giornali che è stata apposta una firma. Una firma su una “bozza” che, mascherata dalla parola “decarbonizzazione”, vorrebbe decidere ancora una volta il nostro futuro senza di noi. Ci dicono che “hanno firmato tutti” (ministeri dell’Ambiente, delle Imprese, della Salute e dell’Interno, la Regione Puglia, la Provincia di Taranto, i Comuni di Taranto e Statte, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, Ilva in amministrazione straordinaria e Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria).

Ma si sbagliano. Noi, cittadini di Taranto, non abbiamo firmato l’ennesima condanna a morte.

Chiamiamo le cose con il loro nome: questa non è una bozza per il futuro, ma l’ennesimo atto di resa che ci viene imposto.

Il nostro Sindaco ci rassicura dicendo che “è solo una bozza, non un vero accordo di programma”. Ma di quali dati c’è ancora bisogno? Su cosa si deve ancora trattare? I dati sono sotto gli occhi di tutti: sono i nostri malati, i nostri morti, i nostri figli che non possono – potranno respirare serenamente. Sono decenni di promesse tradite e di veleni che continuiamo a subire.

Il “capitano” che doveva guidarci fuori dalla tempesta si è rivelato per quello che è: l’ennesimo pirata salito a bordo della nostra barca che affonda, pronto a negoziare sulla nostra pelle. Ha parlato di tutto, persino dei nostri morti (e questo è giusto), ma non ha mai, MAI, pronunciato l’unica parola che porta salvezza e giustizia: CHIUSURA.

E’ un dato di fatto: mantenere in vita quell’industria non è progresso, ma, è come custodire un monumento al genocidio a cielo aperto, dove tutti possono ammirare la “potenza politica” che decide, ancora una volta, sopra le nostre vite.

Ho letto anche le dichiarazioni di Gianfranco Palmisano, presidente della Provincia di Taranto, in cui afferma che “ci sarà un incremento del fondo sanitario per prevenzione e screening”. Sì, lo ha detto davvero. È come se avesse ammesso indirettamente che a Taranto si continua a morire per cause legate all’inquinamento, ma che almeno si punta a migliorare i tempi di diagnosi attraverso screening più rapidi. Però consentitemi, se il danno è già fatto e la malattia è irreversibile, non si può fare nulla. Quindi, di grazie, mi chiedo: nel caso in cui un mio familiare o io stesso dovessimo perdere la vita a causa delle patologie provocate da anni di inquinamento e irresponsabilità, sarebbe possibile denunciare chi, oggi o in passato, ha preso decisioni che hanno contribuito a questa situazione? Certo, un risarcimento economico, anche se consistente, non potrebbe mai compensare la perdita di una vita umana, il cui valore è inestimabile. D’altronde, con una somma adeguata, magari con milioni di euro, i miei familiari potrebbero almeno avere la possibilità di lasciare questa città ormai compromessa, cercando altrove un luogo più salubre e una vita più dignitosa, lontano dai danni e dalle sofferenze che Taranto continua a infliggere ai suoi cittadini.

PER QUESTO VI CHIEDO: NON MOLLATE!

  • A TE, CITTADINA/O: La tua indignazione è la vostra potenza. Trasformate la rabbia in azioni concrete. La tua partecipazione è fondamentale, soprattutto ora! Supportate chi da tempo si impegna per cambiare questa realtà critica (associazioni e comitati). Non voltate le spalle! Oggi colpisce un amico o un familiare, ma domani potrebbe riguardare TE.
  • A VOI, ASSOCIAZIONI (non tutte, purtroppo) E COMITATI: Siete la spina dorsale di questa lotta. Continuate a combattere.
  • A VOI, POLITICI (ATTUALE MAGGIORANZA): Avete sostenuto un Sindaco che ha apposto quella firma. Ora dovete scegliere da che parte stare. Dalla parte di un eventuale accordo di facciata che garantisce solo la prosecuzione della malattia, o dalla parte della vostra gente? C’è ancora tempo per dimostrare la vostra dignità.

Io, NOI, RIFIUTIAMO QUESTA BOZZA (o ”documento”, come ha specificato il nostro sindaco).

INSIEME, CHIEDIAMO A GRAN VOCE L’UNICA SOLUZIONE SENSATA:

  1. CHIUSURA IMMEDIATA DELLO STABILIMENTO.
  2. AVVIO DI UN PIANO DI BONIFICHE REALI E COMPLETE.
  3. RICONVERSIONE ECONOMICA E SOCIALE DEL TERRITORIO.
  4. GIUSTIZIA E RISARCIMENTO PER UNA CITTÀ MARTORIATA.

Organizzatevi ancora una volta. Subito. Proponete un incontro pubblico, una mobilitazione, un’azione forte e unitaria per far sentire la nostra voce più forte delle loro firme.

La testa al toro, adesso, la tagliamo noi (metaforicamente parlando, eh!).

Il mio impegno personale

Pur non potendo essere fisicamente presente a Taranto in questo momento (dovrei rientrare a settembre, spero), il mio impegno è totale e incondizionato. Metto a completa disposizione di chiunque voglia agire, il mio pieno supporto logistico e mediatico: promozione tramite audio, video, testi e ogni altro strumento in mio potere per amplificare la nostra voce. L’obiettivo è uno solo: unire le forze e sostenere ogni iniziativa comune. Siamo dalla stessa parte. Contattatemi se avete bisogno, nel mio piccolo, di un aiuto.

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