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Bonus asilo nido 2025: cosa cambia?

Bonus asilo nido 2025: cosa cambia?

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Premessa

Cari lettori, oggi voglio condividere con voi un aggiornamento che ha catturato la mia attenzione mentre, come di consueto, mi dedico a raccogliere informazioni utili per tenervi sempre al passo con novità su sostegni e bonus. Questa volta parliamo del bonus asilo nido, una misura importante che ho approfondito direttamente dal sito ufficiale dell’INPS. Mettetevi comodi: vi spiegherò tutto in modo chiaro e sintetico!

Novità

L’INPS ha pubblicato una nuova circolare (la n. 123 del 5 settembre) che cambia le regole del gioco per il Bonus asilo nido. Le novità sono due e sono molto importanti: più strutture vengono ammesse e la burocrazia per le domande, ERA ORA, viene semplificata. Vediamo tutto nel dettaglio.

Più strutture ammesse al bonus

Come tutti sappiamo, fino ad oggi, il bonus copriva solo la retta degli asili nido tradizionali, pubblici o privati. Ora la platea si allarga! Il contributo potrà essere richiesto anche per la frequenza di:

  • Micronidi: strutture più piccole per bimbi dai 3 ai 36 mesi.
  • Sezioni Primavera: quelle classi che accolgono i bambini tra i 24 e i 36 mesi, facendo da ponte verso la scuola dell’infanzia.
  • Servizi educativi integrativi: come spazi gioco, centri per bambini e famiglie o servizi educativi a domicilio.

Condizione fondamentale: la struttura scelta deve essere sempre autorizzata a livello regionale per offrire servizi educativi per l’infanzia.

Esempio pratico: Laura ha iscritto suo figlio Marco, di 28 mesi, a una “sezione primavera” autorizzata. Fino all’anno scorso non avrebbe potuto chiedere il bonus per questa spesa. Grazie alle nuove regole, dal 2025 potrà presentare la domanda e ottenere il rimborso della retta.

Domanda valida per più anni (addio burocrazia!)

Ricordate la fatica di dover presentare la domanda ogni singolo anno? Bene, le cose stanno per cambiare in meglio.

Bene, a partire dal 1° gennaio 2026, la domanda presentata per un bambino avrà validità pluriennale, cioè sarà valida automaticamente anche per gli anni successivi, fino al compimento dei 3 anni del piccolo. Ogni anno basterà semplicemente confermare di avere ancora i requisiti e “prenotare” le mensilità per cui si chiederà il rimborso.

Esempio pratico: Paolo presenta la domanda per sua figlia Sofia a gennaio 2026. Se i suoi requisiti (come l’ISEE) non cambiano, non dovrà rifare tutta la procedura da capo nel 2027 e nel 2028. Dovrà solo accedere al portale INPS, confermare i dati e indicare i mesi di frequenza per il nuovo anno. Un bel risparmio di tempo e stress!

Precisazioni!

È importante sapere che non tutte le spese sono rimborsabili. Restano fuori dal bonus:

  • Servizi puramente ricreativi (come un centro estivo).
  • Servizi di pre-scuola e post-scuola.
  • Ludoteche o centri gioco dove è richiesta la presenza di un genitore o accompagnatore insieme al bambino.

Esempio pratico: Se un asilo nido offre, oltre al servizio educativo, anche un servizio extra di “post-scuola” dalle 16:30 alle 18:00, la spesa per quelle ore aggiuntive non potrà essere rimborsata con il bonus.

E per chi ha già fatto domanda quest’anno? C’è un’ottima notizia. L’INPS sta riesaminando le domande del 2025 che erano state respinte. Se la tua domanda era stata rifiutata solo perché la struttura (ad esempio, un micronido) non rientrava tra quelle ammesse, ora potrebbe essere accolta automaticamente! Condividete e informatevi presso il vostro Patronato di fiducia!

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