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ISEE Corrente: Quando e dove presentarlo?

ISEE Corrente: Quando e dove presentarlo?

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Cos’è?

L’ISEE corrente è uno strumento utilissimo che ti permette di aggiornare il tuo ISEE normale (chiamato ISEE ordinario) se la tua situazione economica o lavorativa è peggiorata di recente. Ad esempio, se hai perso il lavoro, se ti hanno sospeso / ridotto la pensione, o se hai subito una forte perdita dei tuoi risparmi o delle tue proprietà (case, terreni).

Qual’è la differenza?

L’ISEE ordinario guarda al passato. Per calcolarlo, lo Stato controlla i tuoi soldi e le tue proprietà di due anni prima. Esempio pratico: se fai la dichiarazione ISEE oggi nel 2026, lo Stato guarderà a quanto hai guadagnato e cosa possedevi fino al 31 dicembre del 2024.

L’ISEE corrente, invece, guarda al presente. Ti permette di dire allo Stato: “Oggi sono più povero rispetto a due anni fa, aiutatemi ora!”. L’ISEE corrente è fondamentale per richiedere aiuti importanti come l’Assegno di Inclusione (ADI) (che ha sostituito il vecchio Reddito di Cittadinanza dal 2024), il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) o l’Assegno Unico per i figli.

Quando va presentato?

Per fare l’ISEE corrente devi avere già fatto l’ISEE ordinario in corso di validità. Puoi richiederlo se ti succede una di queste due cose (come previsto dall’art. 9 del DPCM 159/2013 e successive modifiche):

Perdita di risparmi o immobili (Patrimonio mobiliare e immobiliare): A partire dal 1° aprile di ogni anno, puoi fare l’ISEE corrente se il tuo patrimonio complessivo (soldi in banca, libretti, ma anche case e terreni) è diminuito di oltre il 20% rispetto all’ISEE normale (Rif. Decreto Ministero del Lavoro 5 luglio 2021 e Messaggio INPS n. 3155/2021). Questo vale, ad esempio, se hai dovuto vendere un immobile o se hai speso molti risparmi

Problemi di lavoro, pensione o reddito: Anche qui, puoi farlo se qualcuno in famiglia perde il lavoro, se viene chiusa una Partita IVA, oppure se viene sospesa, interrotta o ridotta una pensione o un altro trattamento assistenziale. In generale, si può fare se il reddito totale della famiglia scende di oltre il 25% rispetto all’ISEE normale. In questo caso, si guardano i soldi guadagnati negli ultimi 12 mesi (o negli ultimi 2 mesi in caso di perdita di lavoro a tempo indeterminato o sospensione di trattamenti come la pensione).

Validità

Le regole dicono che la durata cambia in base al motivo per cui lo fai:

  • Se lo fai solo per i redditi o pensioni (es. hai perso il lavoro o ti hanno ridotto la pensione), vale 6 mesi.
  • Se lo fai per il patrimonio (risparmi in banca o immobili venduti/persi), vale fino al 31 dicembre dell’anno in cui lo presenti.

Documentazione

Per farlo, devi dimostrare che la tua situazione è peggiorata. Oltre al tuo ISEE ordinario in corso di validità e al tuo Documento di Identità, i documenti cambiano in base alla tua situazione, ovvero…

Se lo fai per perdita del lavoro (lavoro dipendente):

  • Lettera di licenziamento o dimissioni per giusta causa.
  • Ultime (12) buste paga percepite.

Se lo fai per chiusura attività (lavoratori autonomi):

  • Certificato di chiusura della Partita IVA.

Se lo fai per sospensione o riduzione della Pensione o altre indennità:

  • Comunicazione ufficiale dell’INPS (o dell’ente pensionistico) che attesta la sospensione, la revoca o la riduzione della pensione.
  • Cedolini della pensione (se c’è stata una riduzione) o estratti conto bancari che dimostrano il mancato o minore incasso.

Se lo fai per perdita di risparmi (Patrimonio mobiliare):

  • Saldi e giacenze medie dei conti correnti, libretti, carte prepagate aggiornati al 31 dicembre dell’anno precedente (es. per l’ISEE corrente 2026, servono i saldi al 31 dicembre 2025).

Se lo fai per perdita/vendita di immobili (Patrimonio immobiliare):

  • Atto notarile di compravendita (se hai venduto una casa o un terreno).
  • Visure catastali aggiornate al 31 dicembre dell’anno precedente (es. al 31 dicembre 2025 per l’ISEE corrente 2026) che dimostrino che non possiedi più l’immobile.

Consigli

Ogni famiglia ha una situazione diversa e le pratiche non sono tutte uguali. Un piccolo errore nella compilazione o la mancanza di un documento potrebbe farti perdere il diritto a sussidi fondamentali come l’Assegno di Inclusione (ADI), il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) o altri bonus e agevolazioni. Per questo motivo, ti consiglio vivamente di affidarti a un esperto o al tuo CAF di fiducia. Loro sapranno guidarti passo dopo passo, evitando errori burocratici e garantendoti l’accesso agli aiuti di cui hai diritto in totale sicurezza.

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